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Itinerario/gita Le Grotte

Grotte di Falvaterra: milioni di anni di erosione hanno creato un complesso ipogeo di 2200 metri, con stalattiti, stalagmiti e cascate.


Descrizione

L’azione incessante delle acque sotterrane, in un tempo dell’ordine del milione di anni, ha determinato la formazione delle spettacolari Grotte di Falvaterra, sviluppatesi all’interno delle rocce calcaree di Monte Lamia. La bellezza e incontaminazione del luogo ha fatto sì che tutta l’area del piccolo fiume e il complesso ipogeo di Falvaterra divenissero Monumento Naturale della Regione Lazio dall’ottobre del 2007.

Il ramo attivo lungo 2200 metri delinea il percorso sotterraneo del torrente che si “ingrotta” nel territorio di Pastena e insorge nella zona di Falvaterra con il nome di Rio Obaco. È interessante sapere che le perenni e numerosi sorgenti sotterranee assicurano la presenza di acqua, all’interno delle grotte, anche nel periodo estivo. Il percorso che si presenta allo speleologo è piuttosto articolato, in quanto vi è una successione di laghetti facilmente superabili con semplici canotti, e tratti a piedi sui bordi del letto del torrente composto da ghiaie, sabbie e limo. Nel primo settore, posto a circa un chilometro da Pastena, il segmento è alquanto ellittico e, a tratti, poco ampio; il concrezionamento spesso non è presente ed interessato da continui disturbi uniti alle piene ricche di argilla e limo, con segni di erosione e depositi di terre rosse. Nel secondo settore lungo oltre un chilometro, inizialmente la grotta si apre con una sezione quasi rettangolare e poi a fiamma, assieme ad altezze sempre maggiori dal tetto, fino a 20 metri, con un concrezionamento di stalattiti e cortine più evidenti e meno disturbato dall’azione dell’acqua. Sulla sinistra, a circa cento metri dal limite del “lago lungo”, è possibile ammirare l’incantevole concrezione dei “salici piangenti” o della “medusa”, a seguire vi è una zona priva di concrezioni evidenti, ma appare suggestiva per la presenza di forre e bancate di calcare biancastro. Nella parte finale della grotta è possibile ammirare la maestosità della sovrapposizione di antichi rami fossili, detti “meandri abbandonati”, concrezionamento diffuso e in veloce accrescimento, assieme a una serie di cascate e rapide che riempiono di fragore tutta l’atmosfera buia della grotta. Ciò, permette ai visitatori di entrare in contatto con l’ambiente naturale formatosi in milione di anni, nel quale l’operato dell’uomo è stato limitato alla realizzazione di un percorso sicuro nel cuore della roccia.

È curioso che all’interno di tale monumento naturale vi siano delle rare forme di vita, quali insetti acquatici, salamandre e pipistrelli oltre che da animali accidentali come rospi e rane. Geograficamente l’area del Rio Obaco è situata a nord dei monti Ausoni, nel territorio del comune di Falvaterra a circa 150 metri s.l.m. Il Rio Obaco è un importante affluente di destra del fiume Sacco, con acque costanti e di ottima qualità, collocato a poca distanza dalle grotte turistiche di Pastena e del museo speleologico naturalistico di Pastena ( 2 km ), dalla Riserva Naturale del Lago di S. Giovanni e Isoletta ( 5 km ) e dal casello autostradale di Ceprano ( 6 km ). Inoltre, il fiume raffigura la risorgenza delle acque che si incanalano presso l’inghiottitoio delle Grotte Turistiche di Pastena attraversando in sotteranea il Monte Lamia fino a riemergere nel territorio di Falvaterra. Il percorso turistico si articola tra un ramo attivo e inferiore, ed un ramo fossile superiore, ricco di concrezioni calcistiche, mostrando luoghi unici e maestosi di particolare interesse.

http://www.grottedifalvaterra.it/

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